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ATESIA: UNA LOTTA CHE CONTINUA!!


Atesia: un nome venuto alla ribalta dal 2005 perché simbolo della precarietà.
Il merito della ribalta non è però dovuto ad una inchiesta giornalistica o all’esito di qualche ricerca delle istituzioni  ma è uno dei frutti della lotta del Collettivo PrecariAtesia.
Eppure che Atesia fosse un luogo di sfruttamento e precarietà lo sapevano tutti da molti anni:

  1. CGIL-CISL-UIL che nel 2000 avevano firmato un accordo sindacale che definiva il lavoro di rispondere al telefono per conto di Telecom e altri (pagato a cottimo) come un lavoro autonomo e avallavano la scelta aziendale di avere solo contratti di collaborazione (scadenza ogni 3 mesi);
  2. il Ministero del Lavoro visto che già nel 1998 alcuni ispettori avevano denunciato l’illegalità delle tipologie contrattuali utilizzate dall’azienda;
  3. le istituzioni locali che esternalizzano servizi verso Atesia stessa (Istat, Ministero Pari Opportunità, ecc.);
  4. i mass media.

La forza del Collettivo è stata proprio quella di svelare e rendere visibile quello che si voleva mantenere nascosto.
Ma mentre tutti parlano della precarietà come fosse una terribile piaga divina (magari c’è lo zampino del Vaticano e della sua finanza bianca), le lavoratrici e i lavoratori che si autorganizzano per riscattare la propria condizione e richiedere un contratto a tempo indeterminato si ritrovano tutti contro:

  1. i sindacati confederali che non sopportano che qualcuno osi decidere con la propria testa e non delegare i mediatori istituzionali dello sfruttamento;
  2. i partiti parlamentari (fossero pure della sinistra radicale) che non vogliono mettere in discussione le “necessità” dello sfruttamento ma solo farci tanta bella retorica sopra;
  3. le istituzioni, che magari anche utilizzando l’arma delle denunce intimidatorie, scattano sull’attenti alle richieste di tutela dei padroni sfruttatori (Ministro Damiano, Sindaco Veltroni e Vicepresidente del Consiglio Rutelli in testa).

Così la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Atesia mentre impone alcune decine di migliaia di contratti a tempo indeterminato in tutto il settore ha il merito di indicare che è ancora possibile lottare purché lo si faccia in modo autonomo prendendo il destino nelle proprie mani e questo si può fare solo con l’Autorganizzazione.
Questa lotta che continua, pur se è costata molto anche in termini personali – licenziamenti, denunce penali, fatica – e se anche ci vorrà del tempo prima che altre/i sperimentino questa strada, ci indica che è possibile percorrere cammini di liberazione dallo sfruttamento insieme a tante e tanti altri.

“L’UNICA LOTTA CHE SI PERDE E’ QUELLA CHE NON SI COMBATTE”

Collettivo PrecariAtesia   e-mail: precariatesia@yahoo.it   
Trasmissione su Radio Onda Rossa 87.9 Mhz tutti i lunedì dalle 18,30 alle 19,30  tappabuchi@claronet.it
Il Collettivo PrecariAtesia insieme all’Assemblea Coordinata e Continuativa Contro la Precarietà continua la propria attività contro la precarietà organizzando interventi ed iniziative anche in altri posti di lavoro per organizzare tale attività si riunisce tutti i lunedì dalle 21,30 in Via Appia Nuova, 357

28 gennaio 2008

 

 

 

 

 

 

23/3/2007

LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI CON IL COLLETTIVO PRECARIATESIA ALLA FIRMA DEI CONTRATTI

Si informano lavoratrici e lavoratori che dopo colloqui intercorsi fra la O.S. “Cobas del lavoro privato” e la Direzione della Società Atesia rappresentata dalla responsabile delle risorse umane dott.sa C. Pallotta in merito alle proposte di contratto a tempo indeterminato per gli attuali collaboratori a progetto si è convenuto che quanti desiderino essere assistiti in sede di conciliazione sindacale dai Sigg. Bosi Christian, Paolucci Marco, Teramo Domenico, Testa Maurizio, Nastro Rosanna dovranno presentare in doppia copia il modulo che riproduciamo (le copie sono disponibili presso i membri del Collettivo PrecariAtesia). Una copia va consegnata all’azienda e l’altra, debitamente firmata da un responsabile risorse umane di Atesia, deve rimanere nelle mani della lavoratrice o del lavoratore.
Naturalmente per essere rappresentati da noi non c’è bisogno di pagare alcuna tassa di iscrizione all’Organizzazione Sindacale.

          I lavoratori e le lavoratrici che presenteranno tale richiesta saranno convocati in una data successiva al 29 marzo 2007, per la stipula del contratto e la conciliazione, in sede di Direzione Provinciale del Lavoro od altra sede idonea alle conciliazioni sindacali che verrà individuata.

Spett.le Atesia Spa
Direzione del Personale
via Vincenzo Lamaro , 25
00173 Roma

 

            Il/la sottoscritto/a …………………………………… dichiara, in merito alla stipula del contratto a tempo indeterminato, di voler comparire avanti la commissione di conciliazione sindacale con l’assistenza dei signori Bosi Christian, Paolucci Marco, Teramo Domenico, Testa Maurizio, Nastro Rosanna alternativamente e disgiuntamente tra di loro della Organizzazione Sindacale “Cobas – Lavoro privato”, abilitati al ruolo di conciliatori presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Roma.

            A tal fine il/la sottoscritto/a …………………………………. dichiara di aver già conferito mandato, con separato atto, alla Organizzazione Sindacale “Cobas – Lavoro privato”.

Data

In fede

 

La Soc. Atesia rappresentata dal ………………… prende atto della richiesta ivi presentata e si impegna a convocare nuovamente il/la lavorator…………………….. per la proposta di firma del contratto a tempo indeterminato, senza soluzione di continuità rispetto al contratto a progetto in essere, in sede di commissione di conciliazione sindacale.

Data

Firma per ricevuta

 

Per contatti:

3498450955                                                               
3483511714

                                         Collettivo Precariatesia

 

 

14/3/2007

Comunicato Sciopero 14/3/2007

 

Oggi, 14 marzo 2007, le lavoratrici ed i lavoratori di Atesia hanno scioperato. Sciopero con più del 70% di adesione indetto per protestare contro l’accordo firmato da azienda e sindacati confederali, con il patrocinio del Governo e del Ministero del Lavoro.
L’accordo prevede part-time obbligatori a 4 ore, stipendi da 550 euro, turni insostenibili e firma di una liberatoria con la quale si rinuncia ai diritti pregressi. Contro questo accordo i lavoratori avevano votato NO ad un referendum, hanno raccolto 658 firme ed hanno fato scioperi con il 90% di adesione.
Durante l’assemblea della mattina si è deciso di andare al Ministero del Lavoro per chiedere conto di due cose fondamentali:
- che intervenga affinché i contratti vengano modificati seguendo le indicazioni dell’Ispettorato del Lavoro
- perché il ministero decida di fare ricorso contro la decisione del TAR di sospendere il verbale dell’Ispettorato del Lavoro.
Perché il Ministero non sostiene il lavoro di un suo organo?
Perché rinuncia a chiedere le decine di milioni di euro che Atesia non ha mai versato all’INPS?
Perché la Finanziaria stanzia 300 milioni di euro all’anno per quelle aziende che tramite questi contratti rendono ancora più poveri i lavoratori?
Le lavoratrici ed i lavoratori si sono quindi recati al Ministero del Lavoro dove una delegazione è stata ricevuta dal sottosegretario Battafarano e dal segretario particolare Burgos.
Di fronte alle istanze presentate dalla delegazione le risposte sono state vaghe, insufficienti ed inverosimili. E’ stato sostenuto che l’Avvocatura dello Stato è un organo indipendente e che agisce in modo del tutto autonomo rispetto agli interessi del Ministero stesso. Quindi rispetto alla decisione di ricorrere contro la disposizione del TAR il Ministero se ne lava le mani!
Con tale decisione il Ministro del Lavoro viene meno alla propria funzione di tutela dei lavoratori e delle attività ispettive dei propri organi pur di sostenere Alberto Tripi, proprietario di Atesia e imprenditore amico e finanziatore dell’Unione.
In merito ai contratti non è stato preso nessun impegno se non la vuota promessa di vigilare sulla situazione dei call center dichiarando che se il contratto non ci piace possiamo liberamente scegliere di non accettarlo, dicendo, parole testuali, che “firmare la liberatoria non è obbligatorio”. Ripropongono il ricatto: la liberatoria, 550 euro e la rinuncia ai nostri diritti, oppure la rinuncia al lavoro.
Mentre la delegazione riportava ai colleghi le sconcertanti dichiarazioni del Ministero, i lavoratori si sono trovati di fronte l’on. Franco Giordano, segretario del PRC. Alle domande postegli, il segretario di Rifondazione ha sostenuto che il suo partito ha fatto molto per la vertenza Atesia. A questo punto è stato duramente contestato dai lavoratori che gli hanno ricordato come questo pessimo accordo sia frutto della legge Finanziaria approvata anche dal suo partito.
Di fronte a queste ennesime dichiarazioni deliranti, demagogiche e prive di contenuto i lavoratori si sono trovati costretti a bloccare via Veneto per poter richiedere di parlare direttamente con il Ministro. Il repentino intervento delle forze dell’ordine di fronte ai lavoratori ed alle lavoratrici inermi, per lo più donne, ha chiarito la reale intenzione del Ministero: nessuna risposta seria e concreta.
La nostra vertenza continua.
Ancora una volta i lavoratori sono lasciati a loro stessi nel portare avanti la difesa dei propri diritti.
E’ nostra l’iniziativa di ricorrere al Consiglio di Stato contro la decisione del TAR e lo sarà qualunque altra iniziativa necessaria a rendere accettabili le condizioni del lavoratori.

Collettivo Precariatesia

 

9/3/2007

Importante!

Nella sezione "Documenti" abbiamo caricato il testo del verbale di conciliazione.

 

26/2/2007

Assemblea!

Avevamo ragione noi!
Turni, nel migliore dei casi, su 18 ore e non fissi (se sapete leggere vi sarete accorti che sul comunicato aziendale c’è scritto “orari diurni e serali”, non “o serali”), la retribuzione da fame (i 613,63 euro sono lordi e non contate sugli straordinari perché non ce li faranno fare!), la liberatoria.

La Cgil, dopo aver firmato l’ennesimo riprovevole accordo ed averci negato i nostri diritti, gioca (troppo tardi) a fare il sindacato. Mette in giro volantini in cui vuol farci credere che se l’azienda non contratterà sugli orari e sul riconoscimento del livello di inquadramento (il terzo livello del Ccnl è il più basso) ritirerà la firma e sarà pronta, anche da sola (!) a delle mobilitazioni. Sono solo chiacchiere! Fossero stati veramente interessati ai noi lavoratori, quest’accordo non l’avrebbero firmato. Oppure avrebbero rispettato la volontà dei lavoratori espressa attraverso il netto NO nel referendum di dicembre. Quando pensa di mobilitarsi? Una volta che si comincerà ad applicare l’accordo il margine per ottenere qualcosa si ridurrà in maniera considerevole.

L’arroganza e l’irresponsabilità di azienda e sindacati confederali avranno come conseguenza il fatto che molti lavoratori si troveranno nelle condizioni di non poter accettare questo tipo di contratto.
Vogliamo tutelarci in tutte le forme che la legge ci consente e per questo (dopo esserci confrontati con gli avvocati) firmeremo questa lettera (vedi dietro) da inviare all’azienda ed al Ministero, per ribadire la nostra volontà di non voler rinunciare al nostro lavoro ma l’impossibilità ad accettarlo.

L’appuntamento con i lavoratori e le lavoratrici di Atesia è per mercoledì 28 febbraio in due assemblee che si terranno alle 12 ed alle 16 nel piazzale antistante Atesia

 

Collettivo Preariatesia

 

 

2 febbraio 2007

INCONTRIAMO L’AZIENDA

Sappiamo che ad inizio febbraio azienda e sindacati confederali si sono incontrati per discutere sulla contrattazione di 2° livello, e come al solito il tutto è avvenuto all’insaputa di noi lavoratori e lavoratrici. CIGL CISL e UIL, continuano a rappresentarci contro la nostra volontà e contro i nostri interessi, nonostante siano stati delegittimati da una quantità di mobilitazioni, scioperi e attraverso l’esito del referendum richiesto dalla stessa CGIL. Inoltre sappiamo che l’azienda ha comunicato ai sindacati confederali che le turnazioni saranno sull’arco delle 24 ore, che dovremo firmare la liberatoria con conseguente rinuncia del pregresso, e part-time per tutti (esattamente quello che non vogliamo noi lavoratori e lavoratrici! Siamo stanchi delle loro pagliacciate, in questi anni sono stati solo capaci di far licenziare i lavoratori e le lavoratrici e firmare accordi sempre peggiori! E poi, perché stanno permettendo all’azienda di assumere un centinaio di lavoratori con contratto di somministrazione (a tempo determinato tramite agenzia interinale) full-time, per qualche mese? Questo ci fa capire che la contrattazione per aumentare le ore di lavoro è una buffonata, visto che consentono all’azienda di assumere con contratto a termine quando ci sono picchi di lavoro! E poi, non era la stessa Atesia che diceva di non potere assumere con contratto full-time? Questo dimostra il contrario!

Nel frattempo in Atesia il clima intimidatorio imposto dall’azienda è intollerabile. Ci “invitano” a non mangiare o leggere in postazione, ma negli spazi appositi (come se esistessero!) “costringono i lavoratori e le levoratrici del 119 a continui test e l’obbligo dell’e-learnig. Ci ricattano con  la minaccia di un abbassamento dei compensi se il nostro lavoro non migliora. Evidentemente si sono dimenticati che siamo ancora a tutti gli effetti COLLABORATORI e in quanto tali non siamo subordinati a nulla, non possono controllarci ne verificare la nostra produttività individuale.

Il Collettivo PrecariAtesia nei giorni scorsi ha inviato una raccomandata all’azienda con la richiesta di un incontro con i lavoratori e lavoratrici per discutere sulla contrattazione dell’accordo. Noi lavoratori e lavoratrici attraverso l’ultimo sciopero (con il 90% di adesione) ci siamo espressi per modificare i termini dell’accordo stesso. Per questo riteniamo utile incontrarci in assemblea per decidere tutti insieme cosa richiedere e cosa fare nel caso l’azienda irresponsabilmente rifiuti di incontrarci.

Assemblee dei lavoratori e delle lavoratrici nel piazzale antistante Atesia
Il giorno 13 febbraio alle ore 12.00 e alle ore 16.00

 

COLLETTIVO PRECARIATESIA
                        precariatesia@yahoo.it


 

 

COMUNICATO STAMPA 19/1/2007

ATESIA licenzia e precarizza ma i lavoratori scioperano.

 

La vertenza Atesia, che molti davano per risolta, ha vissuto l’ennesima giornata di sciopero.
L’adesione è stata di circa il 90%  con la partecipazione massiccia anche dei lavoratori a tempo indeterminato.
Viene ribadita l’opposizione all’accordo così com’è, come già era chiaro dal risultato del referendum della C.G.I.L.
Questo, ricordiamolo, era stato largamente bocciato dai lavoratori.
Il licenziamento di 5 lavoratrici è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
E’ la dimostrazione di come l’azienda pretenda, anche ignorando e violando la legge, di disporre a suo piacimento degli orari e dei tempi di vita delle persone, e come l’accordo firmato da azienda e sindacati confederali non farà altro che, per 550€ al mese, vincolare i lavoratori a turni imprevedibili, ingestibili e di volta in volta soggetti all’arbitrio aziendale.
Continuiamo a sostenere che per garantire veramente tutti coloro che si apprestano a firmare gli accordi si devono necessariamente rivedere i punti relativi alla retribuzione, all’orario pieno o parziale (a scelta del lavoratore) ed alla turnistica, chiedendo il reintegro incondizionato di tutti i licenziati.
L’imbarazzante silenzio di CGIL CISL UIL sulle lavoratrici licenziate, non ritenuta una “priorità”,
è indicativo di quello che potranno ottenere in una fantomatica contrattazione di secondo livello: assolutamente nulla. Per questo le lavoratrici e i lavoratori di Atesia continueranno la vertenza con l’obiettivo di riempire di contenuti la tanto pubblicizzata stabilizzazione e di reintegrare immediatamente tutti i licenziati.

 

COLLETTIVO PRECARI ATESIA                   COBAS ATESIA
precariatesia@yahoo.it                  comitatodibaseatesia@gmail.com

Nella sezione "documenti" è possibile consultare il verbale dell’ispettorato del lavoro relativo ad Atesia, grazie al quale è possibile rendersi conto della reale situazione vissuta dai lavoratori e che giustifica le nostre rivendicazioni.

Collettivo Precariatesia